GOETHE DA WEIMAR ALL’ITALIA
Progetto docufiction di Domenico Briguglio
Progetto docufiction di Domenico Briguglio
IL 3 Settembre 1786, Goethe partì da Carlsbad, l’odierna Karlovy Vary (Repubblica Ceca)alla volta dell’Italia, alla ricerca di quella classicità che anelava fin da quando era bambino e della sua ispirazione letteraria, che si era gradualmente spenta nel periodo in cui aveva ricoperto incarichi di governo…
Un viaggio che già nell’attraversare Repubblica Ceca, i diversi staterelli in cui la Germania era divisa, l’Austria, gli forni’ numerosi spunti di riflessione che,
messi a paragone con la realtà italiana, al di là delle Alpi, produsse le prime pagine di quell’affresco letterario, unico, che ancor oggi colpisce il lettore del suo diario di viaggio….
Una visione che travalica il tempo, che chiunque potrà sentire come sua grazie alla prosa peculiare del grande scrittore tedesco, capace con la sua magia, di trasportarci sulle ali della fantasia, in un sogno ad occhi aperti, la cui malia ed immortale fascino sono le mete da riprodurre nell’opera audiovisiva..
“Sono venuto al mondo a Francoforte sul Meno il 28 Agosto 1749 al suono delle campane di mezzogiorno.La costellazione era fortunata, il sole era nella Vergine, al culmine in quel giorno; Giove e Venere gli ammiccavano amichevolmente, Mercurio senza ostilità; Saturno e Marte indifferenti; solo la luna, quasi piena, esercitava la sua forza avversa con maggiore intensità perché entrata nella sua ora planetaria. Essa si oppose dunque alla mia nascita, che non poté succedere finché quell’ora non fu passata. Questi aspetti fortunati, a cui in seguito gli astrologi diedero molta importanza, possono ben essere stati causa della mia conservazione, perché per inabilità della levatrice io venni al mondo come morto, e solo con molti sforzi riuscirono a farmi vedere la luce.”
Ecco come il grande Johann Wolfgang von Goethe descrive la sua nascita: si notano, in queste poche righe la credenza in un destino già scritto, prefissato, ma ancor di più l’acuta consapevolezza di un compito difficile, ovvero un cambiamento radicale nella coscienza tedesca prima ed europea dopo.
Fortemente orientato, da vicende giovanili e familiari, alla ricerca dell’orma del divino nel segreto della natura si distinse, persino nel suo impegno nelle scienze naturali, per un approccio in netto contrasto con la voga imperante nel secolo dei Lumi (immerso in un clima materialistico e positivistico)dove la scienza si ergeva quasi a nuova religione.
Il suo animo inquieto lo spinse così a passare da un campo all’altro, fino a trovare la sua naturale dimensione nella letteratura.
Nel 1786 non sopportando più gravosi impegni politici, impostigli dal suo ruolo di ministro nel piccolo ducato di Weimar, decise improvvisamente di partire per l’Italia, un viaggio protrattosi per ben due anni che segnò un passaggio decisivo nella sua vita ed ispirazione.
Nel “paese dei limoni”, di cui s’innamorò perdutamente, trovò quella sintesi di natura ed arte, passato e presente, spiritualità e sensualità a cui aveva sempre anelato, fattori che fecero rifiorire la sua produzione poetica quasi scomparsa nel periodo di Weimar.
Da “Weimar all’Italia” ha il duplice scopo d’indagare gli eventi che influenzarono la sua decisione e contemporaneamente descrivere sia la parte del viaggio che precedette il suo ingresso in Italia, che il suo ritorno a Weimar, prodromo di un nuovo viaggio di lì a poco: elementi su cui poco o nulla si sono soffermate le varie opere di divulgazione che hanno preso in esame l’argomento. Si trattò di una serie di tappe attraverso Germania, Repubblica Ceca (di oggi), Austria, Svizzera affrontate nei due itinerari che si succedettero dal 1786 al 1788, attentamente registrate nel suo diario di viaggio con grande dovizia di particolari. Questo lavoro propositivo ci consente di conoscere meglio la portata del suo sguardo indagatore che su tutto si posa, valuta, soppesa.
Ma il suo sguardo indagatore, la sua curiosità intellettuale, la sua smania di scoperta non era ancora soddisfatta, i capolavori architettonici nel tessuto urbano delle città laziali, anche delle più piccole, frutto della presenza di genti e civiltà che sul suo territorio si erano avvicendate, la bellezza selvaggia e dirompente della sua natura in cui formidabili forze primordiali operavanoe tutti i fattori che hanno attratto i visitatori in ogni tempo, non potevano non avere una salda presa nella sua fertile immaginazione.
Onde raggiungere gli scopi del progetto si è scelto d’adottare la docufiction quale forma narrativa, in modo da poter utilizzare la sua acclarata facilità di ricezione da parte di qualsiasi fruitore. Infatti la docufiction nella sua esposizione s’avvale di scene recitate, interventi di esperti settoriali, inclusione di immagini, documenti, spezzoni di filmati di repertorio: una messe di elementi che offrono la possibilità di completare un preciso quadro storico, scavando a fondonella professionalità e la vita del protagonista, tracciandone un ritratto a tutto tondo che non manca mai di colpire, affascinare, coinvolgere lo spettatore.
La durata dell’opera su Goethe, in ossequio alle esigenze televisive medie, è stata stabilita in 52 minuti, così come, per adeguarsi allo standard qualitativo richiesto da qualsiasi emittente, il supporto di ripresa sarà il 4k.
L’Opera verra proposta alle televisioni nazionali italiana e tedesca e presentata in anteprima presso l’Istituto di cultura tedesca alla presenza di personalità politiche e culturali di rilievoappartenenti ad entrambe le Nazioni.
Il piccolo Wolfgang si aggira per la casa paterna: nel corridoio le stampe di Roma attraggono la sua attenzione, gli fanno sognare quel mondo lontano, con le sfumature del mito. Poi le lezioni d’italiano con il vecchio professore Giovinazzi che aveva aiutato il padre, Caspar, nella redazione del proprio Diario di viaggio: tutto gli parlava d’Italia, del classicismo di cui tutto il secolo dei Lumi era imbevuto…
Seduto al suo scrittoio, a Weimar, il maturo scrittore rievoca i passi che lo portarono a compiere il suo storico viaggio.
Acuta la consapevolezza di quanto importante fosse stato per riconquistare l’ispirazione, che aveva via via persa per adempiere all’incarico di ministro nel ducato e di primo consigliere del Duca Carlo Augusto.
Da qui anche la decisione di partire con una falsa identità, paradossalmente nel tentativo di ritrovare la propria…
Passo dopo passo si snoda il suo itinerario partendo dalla città termale di Karlsbad ( oggi Karlovy Vary) poi Eger, la Germania con l’abbazia di Waldsassen.
Ed ecco Ratisbona che lo stupisce per la grande abbondanza di chiese e conventi e nella quale assiste, in una struttura dei Gesuiti, ad uno spettacolo annuale della scolaresca che lo colpisce per la varietà e bellezza dei costumi.
All’ordine religioso, allo spirito innovativo che lo connota, palese nelle modalità d’approccio con la comunità, rivolge lodi ed approvazione.
“Sulla strada verso Mittenwald incontra e dà un passaggio sulla sua carrozza ad un suonatore d’arpa con la figlia che andavano a Bolzano. La ragazzina conversa amabilmente e lo diverte talmente con le sue argomentazioni che quando gli chiede un regalo, se si fossero rivisti nella città trentina, che accetta volentieri. Dopo la tranquilla sosta, si muove in un territorio che descrive di straordinaria bellezza, verso il Tirolo ed Innsbruck dove si trova immerso in una folla di fedeli, che si dirigono festanti verso Wilten, un noto luogo di culto locale.
Man mano che si avvicina all’Italia le sue osservazioni si concentrano sulle condizioni metereologiche, le forme delle piante, in special modo su quelle di frutto, nonché sui particolari costumi della gente che lo incuriosiscono alquanto. Il 10 Settembre entra finalmente in Italia, a Bolzano.
Al ritorno, ancora con gli occhi pieni di tutto quello che aveva visto nel Belpaese, provvido d’infinite emozioni e bellezza, passando per il passo dello Spluga e poi Vaduz (Liechtenstein) giunge a Costanza, una città per la quale spende parole di grande lode.
Si ferma per qualche giorno a Norimberga, dove arriva il 13 Giugno, ma ormai Weimar è vicina: il 18 Giugno lo accoglie, molto più freddamente di quanto si aspettasse…
Germania:
– Monaco
– Tirschenreuth
– Ratisbona
– Mittenwald
Repubblica Ceca
– Karlovy Vary (Karlsbad)
– Eger
Austria
– Innsbruck
Svizzera
– Lugano
– Costanza
Liechtenstein
– Vaduz
SEDE LEGALE:
Via Ezio Maccani, 162
38121 – Trento
SEDE OPERATIVA:
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